Dario Roustayan e il suo innovativo progetto Homy

Dario Roustayan e il suo innovativo progetto Homy

Spesso i progetti che alla base possiedono una idea semplice sono quelli che danno vita alle più grandi realtà. Questo è il caso di Homy, di cui Dario Roustayan ricopre il ruolo consulenziale di Strategic Business Advisor, una azienda internazionale con base in Svizzera che si occupa di realizzare i prefabbricati modulari in acciaio steel-frame leggero.  Questi ultimi corrispondono alla tipologia di edificazione più performante sul mercato, in quanto la loro composizione innovativa permette una estrema velocità e facilità di assemblaggio. I componenti, notevolmente più leggeri rispetto agli elementi di costruzione tradizionali, non richiedono neanche l’utilizzo di mezzi pesanti. Questo fattore contribuisce senz’altro all’abbassamento del tempo necessario all’edificazione e ai costi di realizzazione.

Nonostante questo sistema costruttivo si riconosca per la sua semplicità, questa tipologia di edifici non ha nulla da invidiare a quelle costruite tradizionalmente: rispettano infatti i canoni qualitativi, senza perdere di vista gli aspetti legati al design e comfort.

Dario Roustayan e l’azienda con la sua proposta ha fatto ricredere anche i più riluttanti a questa novità

Non si tratta infatti di una scelta secondaria ma di una alternativa valida che può essere realizzata ovunque, in quanto non necessita di particolari condizioni climatiche o tipologie di terreno per essere installata. I tempi di produzione diminuiscono rispetto al cantiere tradizionale e si riesce a replicare un sistema studiato per tenere conto anche del risparmio energetico.

Ogni costruzione viene infatti progettata e pre-assemblata, prima di essere smontata e spedita in qualsiasi Paese ve ne sia necessità: l’azienda propone così soluzioni edilizie adatte a diversi segmenti di mercato, ambiti geografici e progetti.

Le due divisioni di Homy

Il valore aggiunto dato dalla modularità di queste soluzioni costruite a secco in acciaio e dalla loro versatilità data le numerose possibilità di applicazione, Homy ha voluto creare all’interno della sua realtà due divisioni in grado di rispondere a due esigenze in particolare.

La prima è Homy Steel, la quale si occupa di progetti di edilizia residenziale e commerciale: questa sezione si occupa di rispondere alla richiesta del mercato per fornire soluzioni modulari prefabbricate di nuova generazione. In questo modo l’azienda viene in aiuto a tutte quelle imprese di costruzioni e architetti, ma anche investitori pubblici e privati, che necessitano di soluzioni flessibili e personalizzabili in grado di adeguarsi ai propri progetti.

Nel rispetto di questo valore aggiunto di cui l’azienda vuole farsi portavoce, Homy lavora in partnership con i propri clienti, al fine di disegnare e realizzare le costruzioni più adatte alle loro esigenze.

Dall’altro lato, troviamo la divisione Homy Prefab che si occupa invece di soggiorni e campi di lavoro temporaneo: in questo caso il suo sguardo si sposta sul segmento degli alloggi e compound per gli operai delle grandi Oil Companies o società di costruzione, sui Campo Militari o ancora per Campi profughi, spesso nelle aree più bisognose che fanno spesso sfondo alle guerre, occupate quindi principalmente da rifugiati e sfollati bisognosi di aiuto e riparo.

Non solo, questi prefabbricati consentono di beneficiare di una maggiore competitività sul mercato, grazie alla loro convenienza. Con la crescente domanda di costruzioni nei Paesi sottosviluppati a causa dell’aumentare della popolazione, questa tipologia di edificazione low cost diventa appetibile per la fascia meno abbiente della popolazione. Homy va quindi a sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in calcestruzzo o con blocchi di cemento realizzati interamente in cantiere, i quali generano spesso sforamenti dei budget e delle tempistiche e spesso anche il deterioramento della qualità delle costruzioni a lungo termine.

Dario Pilosio e la Building Peace Foundation

L’obiettivo che Homy si pone per rispondere a questa situazione è quello di rispondere all’emergenza abitativa: Roustayan ha per questo fondato il braccio filantropico “Building Peace Foundation” con il quale vengono studiate soluzioni di costruzione innovative, in grado di migliorare le condizioni di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Con il progetto interno RE:BUILD, gli stessi sfollati vengono posti al centro del progetto.

Rispettando i bisogni e la diversità culturale delle comunità di destinazione, vengono costruite strutture edili che ricordano per forma e capienza la casa tradizionale della popolazione di riferimento, in modo da promuovere e preservare la loro eredità culturale anche nei giorni che vedono il suo sradicamento.

Al fine di creare ambienti in cui far sentire le persone a casa, vengono coinvolte anche le stesse comunità nel processo di costruzione. Data la velocità e della facilità dell’assemblaggio, gli stessi profughi, senza conoscenze tecniche specifiche in campo edile, possono occuparsi di montare le strutture, le quali possono durare anche 20 anni ed essere in caso di necessità facilmente smantellate e riutilizzate. È stato studiato e verificato che una squadra di dieci lavoratori in due settimane è in grado di assemblare senza attrezzature pesanti una struttura base di 256 metri.

In questo modo, si dà loro l’occasione sviluppare anche nuove competenze e di creare nuove opportunità di lavoro: Dario Roustayan crede in particolare che acquisire un metodo di lavoro sia il modo migliore per aiutare gli sfollati. Grazie ad una istruzione, essi possono infatti aspirare a trovare un lavoro dignitoso e quindi ambire ad un avvenire migliore. Viene così restituito un senso di speranza a tutte quelle comunità bisognose che, a causa di disastri e conflitti, si trovano senza un lavoro e senza la propria abitazione.

Homy cerca di offrire le migliori soluzioni di costruzione

L’azienda con queste sue due sezioni interne, si rivolge al target dei più importanti contractor internazionali per gestire operazioni e siti in tutto il mondo, da un area di applicazione che va dalle compagnie petrolifere al settore minerario, ma anche alle principali organizzazioni internazionali non governative.

Grazie a queste collaborazioni, l’impresa è riuscita a realizzare infrastrutture, riqualificare assetti urbanistici e recuperare e restaurare edifici, al fine di migliorare le condizioni di vita di milioni di persone.

Homy opera quindi in tutto il mondo cercando di offrire le migliori soluzioni edili: crede fortemente che tutti abbiano diritto ad una casa e a vivere dignitosamente, secondo un canone estetico e di comfort abitativo adeguato.

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